BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

I giornali. Schede illustrative

Moda. Schede TestateDi seguito le schede illustrative sintetiche dei 14 giornali della Biblioteca Universitaria di Napoli esposti in mostra. 

La belle assemblée or, bell's court and fashionable magazine.

London, J. Bell.
Periodicità: Mensile.
Posseduto: 1812-1830.

La Belle Assemblée, pubblicata con questo titolo dal 1806 al maggio 1832, si trasformò, dal 1832 al 1836, in The Court Magazine and Belle Assemblée. Nel 1837 il nucleo originario (Belle Assemblée) venne abbandonato e la rivista si fuse con Lady's Magazine and Museum, diventando The Court Magazine and Monthly Critic.
Edita da John Bell dal 1806 fino al suo pensionamento nel 1821 e da G. & W. Whittaker & Co. dal 1823 al 1829, la rivista era ed è famosa per i suoi figurini, soprattutto quelli attinenti agli stili del periodo Regency (1811-1820); essa, tuttavia, fino al 1820 pubblicò anche poesie inedite e racconti, articoli di politica e scienza, recensioni di libri e opere teatrali, e romanzi a puntate, compreso Oakwood Hall di Catherine Hutton.
Degni di nota particolare gli scritti di Mary Shelley.
Un tocco di avanguardia era costituito dalla presenza in essa di contributi dei lettori. Dopo il 1820, in concomitanza con mutamento del ruolo della donna nella società inglese, la rivista perse progressivamente la sua portata intellettuale, per focalizzarsi maggiormente sulla moda e le occupazioni domestiche.

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La toletta: giornale di mode, di belle arti, di amena letteratura, varietà e teatri.

Napoli, tip. dell'Omnibus.
Periodicità: Quindicinale, poi mensile.
Posseduto: 1837/38-1842.

Edita e diretta da Francesco Michitelli, iniziò a uscire nel 1837. Ebbe per collaboratori scrittori come Angelo Brofferio, Achille Ricciardi e Cesare Bordiga.
Le sue illustrazioni non erano originali, ma riproduzioni autorizzate tratte dalla rivista francese Le Follet, courier des salons, journal des modes, pubblicata fra il 1829 e il 1871. Conteneva rubriche fisse, tra le quali "Mode di Parigi", "Attualità e notizie" e "Teatri", e spesso racconti, poesie e notizie varie. Si chiudeva con un figurino a colori di moda parigina.

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La moda: appendice al Poliorama pittoresco.

Napoli, stab. poligr. F. Cirelli.
Periodicità: Tre volte al mese.
Posseduto: 1840/41-1843/44.

Il Poliorama pittoresco iniziò a uscire nel 1836 dalla tipografia di Filippo Cirelli, che ne fu anche direttore, coadiuvato per le prime due annate dal pittore Salvatore Fergola. Prima rivista illustrata napoletana, conteneva, come i grandi giornali divulgativi europei dell'epoca, notizie e curiosità di ogni genere, dalla letteratura all'arte, alla geografia e alla scienza. In ogni numero era presente la biografia di un personaggio importante.
Ispirandosi al francese Magasin pittoresque (1834), nel 1839 Cirelli diede vita, con la collaborazione di Domenico Anzelmi, alla rivista La moda. Appendice al Poliorama pittoresco. I numeri della rivista, uscita fino al 1844, si aprivano con l'incisione e la biografia di un personaggio famoso dell'epoca (Gaetano Donizetti, Giovanni Paisiello, Nicola Zingarelli, ecc.), seguite da un Bollettino di mode e da un figurino a colori con relativa didascalia; erano presenti, talora, anche notizie sui teatri e di varia umanità.

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Il collaboratore delle dame: giornale speciale di lavori da donne.

Napoli, tip. di Fr. Saverio Tornese.
Periodicità: Mensile.
Posseduto: 1858-1875.

Diretto da Antonio Spasiano e pubblicato da Francesco Saverio Tornese, specializzato nell'editoria giuridico-tecnica-amministrativa, cominciò a uscire nel 1856 e terminò le sue pubblicazioni nel 1875.
Ogni numero del giornale, a cadenza mensile, era costituito da pochi fogli, con figurini, modelli di ricamo e spiegazioni delle tavole, e si chiudeva con una incisione a colori. Una rubrica fissa era dedicata alla moda ("Mode"); saltuariamente venivano proposte anche quelle dedicate all' "Economia domestica". Non mancavano brevi racconti e poesie.

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La maestrina: giornale di moda.

Napoli, s.n.
Periodicità: Mensile.
Posseduto: 1863.

Il primo numero, gerente G. Reale, apparve nel gennaio 1863, che nella presentazione (Mie  graziose fanciulle) indicava le finalità della rivista: "... formar voi, esser gentili, ciò che la società ha dritto che siate, vale a dire le consolatrici degli uomini in questa terra d'esilio, il modello d'ogni grazia, l'esempio d'ogni virtù".
Ogni fascicolo conteneva, oltre a un delizioso disegno a colori stampato a Parigi, rubriche fisse, tra le quali "Novella", "Morale", "La scienza piacevole", "Istruzioni pei lavori donneschi", "Mode". Nella rivista si pubblicavano racconti, poesie, consigli sulla moda, spiegazioni per i vari tipi di ricami.

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Magazzino delle damigelle: morale, istoria, scienze, economia domestica.

Napoli, tip. Gargiulo.
Periodicità: Settimanale.
Posseduto: 1864/65; 1869-71; 1873-1874.

Apparso nel 1854, stampato dalla tipografia di F. Garidni e diretto da Luigi Guillaume, usciva ogni mese con due fascicoli e costituiva una guida completa per lavori femminili e domestici.
Versione italiana del Magasin des demoiselles, che iniziò a uscire a Parigi nel 1844, si apriva con un bellissimo figurino a colori, seguito da alcune rubriche fisse ("Mode" e "Conversazioni") e altre rapsodiche ("Educazione e morale", "Economia domestica", "Tavole di moda" e "Tavole di lavori e ricami"), intervallate da poesie, racconti e notizie letterarie e scientifiche. Tra i collaboratori va ricordato soprattutto Cesare Cantù.

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Il giornale delle donne: specialità igienico-sociale del bello dell'utile e del virtuoso.

Napoli, tip. Gargiulo.
Periodicità: Settimanale.
Posseduto: 1869/70.

Pubblicato, diretto e redatto in gran parte da Davide Calenda, uscì dalla Tipografia Gargiulo, probabilmente negli anni 1869-1870.
Conteneva romanzi originali, poesie, biografie di donne illustri e articoli di storia illustrata, di storia naturale, di filosofia e morale, di igiene speciale. La rubrica "Varietà" ospitava notizie di politica, di scienza e di curiosità varie, tra cui quelle teatrali. Tra i collaboratori figuravano Francesco Mastriani e Virginia Dalbono.

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La vie parisienne: mœurs élégantes, choses du jour, fantaisies, voyages, théâtres, musique, modes..

Paris, G. de Malherbe et C. Paris.
Periodicità: Settimanale.
Posseduto : 1878-1883 ; 1919-1934.

La Vie Parisienne è una rivista di genere assolutamente nuovo nel panorama parigino. Fondata nel 1863 dal trentenne Emile Planat e da lui stesso diretta con lo pseudonimo di Emile Marcelin, si avvalse di abili vignettisti quali lo stesso Marcelin, Régamey, Bertall, Gill, Morine, Fleury, Félix, Sahib, Crafty, Hadol e di brillanti scrittori come Hippolyte-Adolphe Taine, Emile Zola, Edmond About, Charles Yriarte, i librettisti Henri Meilhac e Ludovic Halévy (collaboratori di Offenbach e Bizet), Jolivet, Georges Mansel (con lo pseudonimo di Lot), Gustave Droz (che si firmava Gustave Z.).
Il foglio, essenzialmente mondano, riportava con vignette satiriche e didascalie al vetriolo le scene del bel mondo. Nelle sue uscite settimanali, di sabato, proponeva diversi argomenti, spaziando nella cronaca con resoconti di escursioni, feste, balli, mode, bagni di mare e termali, corse di cavalli, teatro.
Il pubblico dei lettori era prettamente maschile: la donna, seppur raffigurata a cavallo, in mongolfiera, alla guida di autovetture, nella pratica di sport, è ancora tratteggiata come una persona leggiadra, fatua e sciocchina: da tenere, comunque, sotto l'amabile e protettiva guida maschile; le illustrazioni la rappresentano come giovane, procace, in abiti succinti, ammiccante, attenta a preservare l'avvenenza del corpo e a mantenere la grazia e l'eleganza nei modi per la gratificazione principalmente dell'uomo.

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Revue de la mode: gazette de la famille.

Paris, s. n
Periodicità: Indeterminata.
Posseduto:1880.

Settimanale pubblicato tutte le domeniche dal 1872 al 1898, ne fu direttore-proprietario Abel Goubaud, lo stesso del mensile Le Moniteur de la Mode.
Rivista ricca di immagini e modelli, conteneva, oltre ad alcune rubriche fisse, come "Chronique parisienne", "Courier de la mode", "Menus de la semaine" e "Revue des magasins et de l'industrie", novelle, monografie a puntate su capi di moda (ad esempio Histoire de la dentelle, 1880) e notizie varie. Nell'ultima pagina di ciascun numero erano presenti inserti pubblicitari.

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Pamela nubile: rivista quindicinale per signorine.

Napoli, tip. Mons. Perrelli 
Periodicità: Quindicinale.
Posseduto: 1902-1903.

Mutuando il titolo da una commedia di Carlo Goldoni, uscì, probabilmente, nell'estate 1902. Nella presentazione (A chi legge) del numero zero si autodichiarava "piccola ‘Rivista'... redatta da donne" e rivolta "specialmente alle donne". Fino al numero 17 del secondo anno (1903) apparve senza l'indicazione della proprietà e della direzione. Dal numero 18 la proprietaria risultava Adele Bresciano (Pamela), diventata dal numero successivo "direttrice-proprietaria"; in esso apparve anche il nome di Bianca Ricci, in qualità di condirettrice.
Accanto agli articoli di moda, la rivista presentava resoconti di arte e poesia, notizie di scienza e di attualità, novelle, profili, giochi, questionari e recensioni di libri. Ogni numero ospitava alcune pagine di pubblicità, tra le quali quelle costanti della Ditta di confezioni Mele.

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Regina: rivista per le signore e per le signorine.

Napoli, tip. ed. Meridionale.
Periodicità: Quindicinale, poi mensile.
Posseduto: 1(1904)-9(1912); 11(1914)-12(1915); 14 (1917).

Fondata nel 1904 ed edita dalla Società Editrice Meridionale, la rivista uscì fino al 1920. La sua vera anima, in tutti questi anni, fu Matilde Serao. Caratterizzata da una impaginazione elegante, belle illustrazioni e fregi liberty, offriva al suo pubblico tutto ciò che una donna del bel mondo doveva sapere nel campo della cultura, dell'arte, della moda e del tempo libero. Le copertine erano dedicate alle nobildonne più in vista, presentate come modelli femminili. Nel primo numero del maggio 1904 è raffigurata, ad esempio, la regina Margherita, mentre in quello del maggio 1906 è raffigurata la marchesa Romanazzi Carducci. A merito di questa rivista va anche ascritto il grande interesse per l'emancipazione femminile.
Stampata su "carta di lusso", conteneva illustrazioni in bianco e nero e a colori, realizzate a Roma in una zincografia napoletana allestita appositamente per Regina. La stampa era affidata alla tipografia Pierro che fuse, espressamente per la rivista, dei nuovi caratteri tipografici. Direttore, per tutto il periodo della pubblicazione, fu Carlo Crocco Egineta e tra i collaboratori figuravano Pascoli, Beltramelli e Di Giacomo.

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Vita femminile italiana: rivista mensile.

Roma: Vita femminile italiana.
Periodicità: Mensile.
Posseduto: 1907-1913.

Fondata a Roma da Sofia Bisi Albini, nel 1914 mutò il nome in Rivista per le Signorine. La copertina di ogni fascicolo presentava una stampa applicata in bianco e nero su carta patinata.
Molto poco mondana, essa si presentò, fin dal primo fascicolo, con un programma di solidarietà femminile e l'intento di combattere le diffidenze e i pregiudizi contro le donne. Tra le rubriche fisse segnaliamo "Rivista delle riviste", resoconto di articoli presenti nelle riviste italiane e straniere di interesse femminile, e "Notizie", con informazioni su avvenimenti, italiani o europei, di carattere sociale, che riguardavano direttamente o di riflesso il mondo delle donne.
Diversi articoli vertevano sulla formazione, anche professionale, delle ragazze, sui diritti e i doveri della donna, sull'associazionismo femminile, sul femminismo in Italia e all'estero. Rilevante era anche la parte dedicata alla letteratura, soprattutto ai racconti e alle poesie. Tra le collaboratrici più illustri, si ricorda Ada Negri.

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Cartoni mondani: pubblicazione mondana, mensile, illustrata.

Napoli, tip. Melfi e Joele
Periodicità: Mensile.
Posseduto:1920.

Pubblicata e diretta da CIR, sigla non identificata, uscì il 1° febbraio 1920. La rivista, che si rivolgeva a un pubblico femminile alto borghese, era ricca di illustrazioni, prevalentemente in bianco e nero, inserti pubblicitari e vignette a colori.
La pubblicazione presentava le seguenti rubriche fisse: "Note mondane italiane del mese", "Notes mondaines etrangéres du mois" e "La mode de Paris", entrambe in francese. Non mancavano racconti e novelle, notizie di arte e sport, e infine descrizioni di palazzi nobiliari o particolarmente importanti.

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Vita femminile.

Napoli, stab. di rotoincisione del Mattino illustrato.
Periodicità: Indeterminata.
Posseduto: 1929-1932.

Vita femminile (1922-1943) fu il nuovo nome dato alla rivista La donna nei campi (1919), entrambe fondate e dirette da Ester Lombardo, che sostenne l'urgenza di convertire il carattere apolitico dei Fasci Femminili in una militanza vera e propria. La Vita femminile, continuando l'impostazione de La donna nei campi, non trascurò di allineare, progressivamente, alle direttive del Pnf un complesso di argomenti e spazi volti all'accrescimento culturale delle lettrici.
La rivista, indirizzata a un pubblico borghese, era molto illustrata (fotografie e disegni) e conteneva numerosi inserti pubblicitari. Ogni fascicolo si apriva con la fotografia a colori di un noto personaggio femminile e si chiudeva con una pagina pubblicitaria. Presenti alcune rubriche più o meno fisse ("Saper vivere", "Saper scegliere", "Saper piacere", "Grafologia", "Nella società", "Le cicale", "Vita femminile parigina"), intervallate da novelle, romanzi a puntate, recensioni di libri e notizie sulla moda, eventi di cronaca mondana e mostre d'arte. La Vita femminile, come altre riviste di epoca fascista, proponeva una figura di donna moderna, economicamente indipendente dall'uomo, emancipata, e capace di gestire la propria libertà.

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