BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

I giornali della Biblioteca Alessandrina. Schede illustrative

Di seguito le schede illustrative sintetiche dei 4 giornali della Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma esposti in mostra.

Almanacco della donna italiana

Firenze, Bemporad
Annuale
Posseduto: 1(1920) – 7(1926)
Biblioteca Universitaria Alessandrina – Roma

«Noi non siamo femministi nel senso aspro di rinuncia alla femminilità, che taluni danno a questa parola; crediamo necessario che la donna rimanga e sia essenzialmente donna, vogliamo sostenerne i diritti … indicarle le strade maestre … e anche far sì che il nostro Almanacco sia un’eco fedele della vita, delle aspirazioni, del lavoro della donna». Così nel 1920 Silvia Bemporad apriva il primo numero dell’Almanacco della donna italiana, un periodico che attraversò il ventennio fascista filtrandone e registrandone, dal punto di vista femminile, i cambiamenti, le crisi, le novità.

Fu diretto da Silvia Bemporad fino al 1936, poi da Gabriella Aruch Scaravaglio fino al 1938 e, in seguito alle leggi razziali, passò alla casa editrice Marzocco con la direzione di Margherita Cattaneo.
Era destinato ad un pubblico di lettrici borghesi ed emancipate, interessate a temi politici e sociali, ma anche di carattere artistico e letterario come dimostrano le collaborazioni con le autrici più importanti dell’epoca: Ada Negri, Annie Vivanti, Grazia Deledda, Matilde Serao e Donna Paola. Allineata alle posizioni ufficiali del regime, la rivista mantenne tuttavia una certa autonomia relativamente ad argomenti letterari e alla questione femminile.

Il terzo e ultimo periodo fu caratterizzato da una struttura editoriale più agile con più ampio spazio dedicato a novità letterarie. L'Almanacco ospitava rubriche fisse di consigli per la casa, la bellezza personale e l'abbigliamento e perfino una Rassegna del movimento femminile italiano. Assai interessanti erano i Medaglioni di donne illustri, ritratti dedicati alle figure femminili contemporanee; la Rassegna Letteraria con scrittrici italiane e straniere, nonché informazioni su concorsi e mostre; la Rassegna Sportiva sulle atlete italiane; la Rassegna dell’eleganza femminile, dedicata alle ultime tendenze della moda.

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 Fascino azzurro

Roma, Tipografia Luzzatti
Settimanale
Posseduto: 2(1929) – 4(1931)
Biblioteca Universitaria Alessandrina – Roma

«Per chi ama il sogno, per chi sogna l’amore». Era eloquente il motto accanto al titolo della rivista che aveva un unico tema: l’amore colto in tutte le sfaccettature, dallo struggimento per la lontananza di chi si ama fino alla sublimazione del sentimento materno.

Nella prima pagina campeggiava quasi sempre la foto di un film romantico o di un’elegante diva dell’epoca, seguivano racconti brevi, poesie e lettere d’amore e tante rubriche: Matrimoniali, per chi cercasse l’anima gemella ai fini di un «rafforzamento dell’istituto famigliare che tanto sta a cuore al Regime»; L’arte di farsi amare, con consigli pratici per uomini e donne; Radio vagabonda, con notizie di vario genere da tutto il mondo; le classiche Gli amori celebri e Salotto di fascino. Erano frequenti i resoconti di gite organizzate da lettori e lettrici della rivista che avevano organizzato dei piccoli club e immortalavano le uscite con foto di gruppo.

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 La Donna

Torino, Soc. Tip. Editrice Nazionale
Rivista quindicinale
Posseduto: 16 (1920) – 18 (1922) lac.
Biblioteca Universitaria Alessandrina – Roma

La Donna nacque il 20 dicembre 1904 come supplemento quindicinale femminile illustrato dei giornali La Stampa di Torino e La Tribuna di Roma. Si rivolgeva ad un pubblico femminile borghese, desideroso di aggiornarsi attraverso notizie, immagini e una ricchissima documentazione offerta dalle numerose rubriche fisse dedicate alla cura della casa, alla bellezza e igiene del corpo, come Nel regno della moda di Lady Smart, Consigli di toletta e bellezza di Jeannette, Casa e cucina di Donna Maria, Piccola Posta che dava voce al pubblico. Era uno specchio ideale di tutto quel mondo dell’intelligenza e del lavoro, del buon gusto e … della civetteria che sono il regno antico e nuovo della donna.

Rilevanti erano gli aggiornamenti su temi culturali e di attualità e l'attenzione riservata a figure femminili di letterate, attrici, artiste, regine e principesse italiane e straniere. Molto curato era l'apparato illustrativo e numerose le pagine dedicate alla pubblicità. Tra il 1916 e il 1917 acquisì il sottotitolo Bollettino illustrato dell’opera femminile italiana per la guerra e nel 1922 venne ceduta ad Arnoldo Mondadori che nel 1924 la trasformò in un mensile, con la struttura di rotocalco femminile. Nel 1927 Mondadori cedette la testata ad Angelo Rizzoli e nel 1942, divenuto sempre più contenitore di moda e consigli pratici, fu accorpato a Cordelia. La rivista in varie forme continuò a uscire in edicola fino al 1968.

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 L’arte nella moda: rivista tecnica mensile

Roma, Edizione dell’Accademia per Sarti
Mensile
Posseduto: 3(1928) - 7(1932); 9(1934) - 10(1935)
Biblioteca Universitaria Alessandrina – Roma

L’arte nella moda era la rivista dell’Accademia per Sarti, finalizzata all’insegnamento teorico, pratico ed artistico del taglio e del confezionamento degli abiti da uomo, principalmente, e da donna.
Il mensile fu fondato nel 1926 dal professor Giovanni D’Adamo responsabile dell’Accademia in Corso Umberto 42 a Roma, che il Giornale d’Italia del 17 maggio 1926 definiva «una scuola dove l’arte del taglio è coltivata con severa nobiltà d’intendimenti».

In ciascun numero, oltre alle istruzioni dettagliate e ai modelli per la realizzazione degli abiti, si potevano leggere articoli sull’attività dell’accademia, saggi di stile e notizie di carattere professionale e normativo utili ai sarti e alle sartorie, digressioni storiche su capi e accessori.
Una costante erano le rubriche Spigolature, sulle ultime novità in fatto di moda, e Non trascuriamo l’estetica, curata dallo stesso D’Adamo. All’interno del periodico erano inserite le pubblicità di importanti negozi romani di stoffe, drapperie e foderami.

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