BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Chiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella

Chiesa di Santa Maria Egiziaca a ForcellaCostruita nel 1342 ai limiti del quartiere di Forcella per volere della regina Sancia di Majorca, moglie di Roberto d’Angiò, come ritiro per le "donne traviate", fu dedicata a Santa Maria Egiziaca, peccatrice redenta che vagò per quasi cinquant’anni per il deserto egiziano per espiare le proprie colpe, da qui poi il suo nome. Appartenuta all’ordine degli Agostiniani, fu oggetto di tre diversi rifacimenti, due nel corso del Cinquecento e uno del Seicento.

Agli inizi del Cinquecento fu ricostruita da Gabriele d'Agnolo, per essere restaurata verso la fine del secolo da Giacomo Antonio Palmese. Nel 1683 venne invece ridisegnata da Dionisio Lazzari, che le donò una pianta ellittica a unica navata con cappelle circostanti. Al suo interno sono conservate pregevoli opere di Giordano e Vaccaro, che raffigurano scene della vita e delle opere della santa, e del Solimena e del Ragozzino. L’ingresso era situato in piazza dell'Olmo (di qui la dicitura "all'Olmo"); con i lavori di Risanamento verso la fine dell’Ottocento ottenne anche una facciata laterale, parallela al corso Umberto I. Nel 1920 il comune di Napoli, cui era stato affidato il complesso monastico al momento della soppressione degli enti ecclesiastici, lo affidò al “Regio ospizio dei Santissimi Pietro e Gennaro extra moenia” perché venisse creato un ospedale per malattie croniche, che in seguito prenderà il nome del cardinale Alessio Ascalesi.

Chiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella, facciataChiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella interno