BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Fontana della Scapigliata



Fontana della Scapigliata, particolare
«Nel fonte entra l’acqua per più cannoli, ma quello che fu ben immaginato dall’architetto è lo scoglio che nel centro è situato, dal quale esce con tanta abbondanza l’acqua in mirabile artificio in modo che sembra un padiglione: dall’acqua sì sgorgante il volgo gli dette il nome di Scapigliata.Il fonte di marmo sottoposto è grandissimo per dar comodo al popolo di colà di lavare i panni lini» (C.N. Sasso, Storia de' monumenti di Napoli e degli architetti che gli edificavano dallo stabilimento della monarchia, sino ai giorni nostri per l'architetto Camillo Napoleone Sasso, vol. I, p. 290)

Così Camillo Sasso descrive la Fontana della Scapigliata dandone testimonianza della sua struttura, della sua presenza nel “vocabolario volgare” della città e del suo uso. Costruita come quella del Capone, di cui costituisce una sorta di pendant, da Giovanni da Nola per volere di Don Pedro de Toledo, oggi ha acquistato l’antico splendore grazie ad un'opera di restauro, pur se mancante dello scoglio distrutto nel XIX secolo.

Fontana della ScapigliataFontana della Scapigliata, particolare