BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Fontana de li Serpi

Fontana de li Sierpi«In questa medesima piazza della Sellaria, veggono il tribunale e carceri dell’Arte della Seta per privilegio, come si disse dell’Arte della Lana. Nel lato di dette carceri vedesi un vicolo che va sù verso la fontana detta de’ Serpi, et ha questo nome perché l’acqua esce dalla bocca d’una testa di Medusa che ha per crine molti serpi» (C. Celano, Notizie del bello dell'antico e del curioso della città di Napoli, IV Giornata, p. 146)

La fontana de li Serpi fu demolita a metà dell’800 circa, ad oggi ne resta soltanto il ricordo attraverso la vicina strada di Calata Fontana de li Serpi. Della fontana ne fa menzione anche il Sarnelli in una delle novelle della Posilecheata, la Vaiassa fedele, che narra dell’amicizia e del profondo legame tra la serva fedele Pietruccia e la principessa Pomponia: 

«… e co lecienzia soja fece mettere a fravecare a no muro de la chiazza prubbeca la capo del Medusa, ‘ncopa a la quale nce fece fare no miezo fusto che arresemigliava a Petruccia (….) E chesto è tanto vero che nfi’ a lo juorno d’oje, addove steva e stace puro lo capo del Medusa, se chiamma la Fontana de li Sierpe» (P. Sarnelli, Posilicheata, Cunto II, p. 45)

Secondo il racconto la fontana recava in alto un busto raffigurante Petruccia, che fu successivamente spostato in quella che fino al 1100 era conosciuta con il nome di Capo di Piazza (dal 1300 Piazza della Sellaria). Da qui l’appellativo di Cap’ e Napoli .

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