BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Cattedrale


Cattedrale. FacciataDedicata alla Madonna dell’Assunta, anche se popolarmente intitolata a S. Gennaro, la Cattedrale è stata costruita da Carlo II d’Angiò alla fine del XIII sec. sul luogo della chiesa di S. Stefania e presso la Basilica di S. Restituta. La facciata di epoca angioina distrutta insieme al campanile, durante il terremoto del 1349, è stata rifatta nel’400, di cui rimane oggi solo il portale maggiore, opera di Antonio Baboccio da Piperno. A fine '700 si mise in opera infatti un ulteriore rifacimento su progetto dell'architetto Antonio Senese, mentre è alla fine dell''800 che si deve il disegno della facciata attuale, commissionata dal cardinale Sforza a Enrico Alvino,  inaugurata successivamente nel 1905. All’interno la Cattedrale presenta un impianto a croce latina, a tre navate, divise da pilastri sormontati da archi ogivali. Al termine della navata maggiore, con soffittatura a cassettoni, lunga circa cento metri, si trova l'abside a pianta poligonale, da cui si acceda al Battistero di San Giovanni in Fonte, considerato il più antico d'occidente.

Le navate laterali, con volta a crociera, si caratterizzano invece per la presenza di diverse cappelle,Cattedrale. Succorpo di cui tre si distinguono sopra le altre per dimensione e rilevanza artistica: quella di Santa Restituta, quella Tesoro di San Gennaro e quella del Succorpo.La prima, voluta dall'imperatore Costantino, riveste, infatti, un particolare interesse storico, quale esempio di architettura paleocristiana inglobata nell'attuale Cattedrale. Si presenta con tre navate divise da colonne, e ospita oggi opere di Luca Giordano e sculture trecentesche. Risale invece alla prima metà del XVII secolo  la Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzata come ex voto con l'impegno di tutto il popolo napoletano e con il contributo di artisti tra i più importanti della scuola barocca.Il cancello e il pavimento sono del Fanzago, i marmi pregiati e le sculture sono di scuola berniniana, gli argenti lavorati e l'altare invece portano la firma di Solimena. I numerosi affreschi e pitture e le nicchie che custodiscono il busto d'argento e le ampolle col sangue di San Gennaro rendono la cappella una vero e proprio gioiello artistico. I lavori per la realizzazione, al disotto del presbiterio, di una cripta dove custodire le reliquie di San Gennaro (fino ad allora ospitate nell'abbazia di Montevergine) furono avviati a fine Quattrocento su richiesta del cardinale Carafa, arcivescovo di Napoli, e furono completati nel 1506. Infine la cappella, detta anche Succorpo, divisa in tre navate, è interamente rivestita di marmi scolpiti ed è decorata con pavimenti policromi, altorilievi, sculture e oggetti sacri, tra cui proprio il vaso contenente le ossa del Santo.









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