BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Carlo Celano

celanoFiglio di Salvatore e Antonia Picaccia, Carlo Celano nacque a Napoli il 26 febbraio 1625. Dopo una primissima formazione svolta nello studio paterno, anni durante i quali gli venne trasmessa la forte passione per l’arte, l’architettura e le testimonianze del passato, ancora giovane entrò nel collegio gesuita. Successivamente si dedicò agli studi giuridici conseguendo la laurea in diritto nel giugno del 1642. La sua iniziale attività forense fu tuttavia interrotta nel 1647 a causa di una condanna subita per i sospetti di un suo coinvolgimento nella rivolta di Masaniello che gli costarono un periodo di prigionia nel carcere della Vicaria. Intorno al 1660 decise di intraprendere allora la carriera ecclesiastica e si iscrisse alla Congregazione delle missioni apostoliche di Napoli. Nel 1664 fu nominato poi canonico del duomo dal cardinale Innico Caracciolo che gli affidò inoltre il restauro della basilica di S. Restituta danneggiata in seguito al terremoto del 5 giugno 1688.

Celano fu autore teatrale e satirico. La sua produzione drammatica si iscrive tutta all'interno di quel teatro italo-spagnolo che tanto successo ebbe nella Napoli di fine Seicento: con lo pseudonimo di Ettore Calcolona, l’autore infatti compose una trentina di drammi "alla reale" d'imitazione spagnola, tra cui Non è padre essendo re (Napoli 1663),  Proteggere l'inimico e Dall'amore l'ardir (Napoli 1664), L'ardito vergognoso (Napoli 1676), La pietà trionfante overo l'Empietà domata, scritta per il cardinale Caracciolo e recitata, nel carnevale del 1676, insieme al Chi trionfa morendo overo s. Casimiro (Napoli 1676). Come scrittore satirico, a critica delle mode e dei comportamenti sociali dell’epoca, diede alle stampe invece due volumi intitolati Degli avanzi delle Poste, il primo pubblicato nel 1676 e il secondo nel 1681, in cui immagina di pubblicare missive mai recapitate e accumulate come avanzi nei depositi postali.

Il profondo legame affettivo che nutrì per la sua città, fece di lui un vero e proprio storico dell'arte di Napoli: egli provò infatti a ricostruire la tradizione artistica della città, servendosi da un lato di un vasto bagaglio erudito accumulato tramite ricerche d'archivio e biblioteca, dall'altro cimentandosi egli stesso nell'attività pratica di archeologo. Un anno prima della morte, nel 1692 infatti Celano, con dedica al papa Innocenzo XII, pubblicò in otto volumetti le Notizie del bello, dell'antico e del curioso della città di Napoli. Questo studio illustrato con piante e vedute e scritto col principale obiettivo di accompagnare, in dieci itinerari, i forestieri che visitavano la città, si presenta come una vera e propria guida, in cui attraverso una monumentale ricerca storica si descrive minuziosamente il ricco patrimonio artistico, architettonico e culturale napoletano.
Celano morì a Napoli il 15 dicembre 1693, e fu sepolto nella basilica di S. Restituta.