BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Basilica di San Paolo Maggiore

«Sto bbello tempio de San Paulo, addedecato a Ccastore e Ppplluce de l’antiche nuoste, fatto de na fammosa architettura che li Grece schitto professavano» (N. Pagano, La Batracomiomachia d’Omero, azzoè la vattaglia ntra le rranonchie e li surece, Ruotolo 8, 1-2)

San Paolo Maggiore facciataIl riferimento è alla Chiesa di San Paolo Maggiore, situata oggi in piazza San Gaetano, al sommo di una maestosa e scenografia scalinata seicentesca. L’area doveva ospitare il foro della città greco-romana, dove fu innalzato nel V sec. a. C. un tempio dedicato ai due Dioscuri Castore e Polluce, rifatto successivamente nel I secolo d. C. , come riporta l’iscrizione conservata sulla facciata. Il tempio venne inglobato nel VIII sec. all’interno di una basilica paleocristiana dedicata a San Paolo, edificata per celebrare la vittoria dei Napoletani sui Saraceni; questa conservò a lungo inalterata la facciata originaria del tempio, con l'iscrizione dedicatoria incisa sul fregio e la decorazione del frontone. Nel 1538, la chiesa fu affidata a San Gaetano Thiene, fondatore dei Chierici Regolari Teatini, che negli anni Ottanta del Cinquecento diedero inizio ad alcune opere di trasformazioni, sotto la direzione prima di Francesco Grimaldi e poi di Giovan Battista Cavagna.

Importanti interventi furono effettuati anche nel corso del Seicento a opera di Giovan Giacomo di Conforto, che aggiunse le due navate minori e le cappelle laterali (1630), di Dionisio Lazzari, che ampliò il prospetto della Basilica (1671) e di ArcangeloSan Paolo Maggiore navata Guglielmelli che, a seguito anche dei crolli dovuti al terremoto del 1688, portò avanti interventi di restauro sulla facciata, conclusisi verso la fine del Settecento a opera di Giuseppe Astarita L'interno presenta una croce latina a tre navate con cappelle laterali. Mirabili gli affreschi della volta di Massimo Stanzione, raffiguranti le gesta degli apostoli Pietro e Paolo, come quelli di Solimena nella Sacrestia, con scene della Conversione di San Paolo, la Caduta di Simon Mago e le Virtù; da osservare sul lato sinistro della navata la statua dell'Angelo Custode de Domenico Antonio Vaccaro. Infine non va dimenticata la cappella Firrao, a sinistra del presbiterio,una delle più importanti testimonianze della Napoli barocca.

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