BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Statua del Nilo


«E se il Cielo lo bbòle, e mme dà bbita, non me ne scordaraggio apprriesso (…) de lo Cuorpo de Napole» (N. Pagano, La Fenizia,6, 4)


statua del nilo particolareIl culto del dio Nilo ha da sempre fatto parte della cultura popolare napoletana, fin da quando esso venne introdotto per la prima volta in città, versosimilmente nel II secolo d. C. La statua sembra voler simboleggiare sia la fertilità, con l'immagine di un dio che allatta piccoli putti, forse i suoi affluenti, sia l’abbondanza che trabocca da una cornucopia.

La storia della statua si colora di note avventurose: fatta sparire nell’antichità, fu ritrovata fortuitamente in età medievale al momento dei lavori di scavo per l’edificazione del Seggio di Nilo, denominato così proprio per la statua. Mancando della testa e per i putti attaccati al seno, la statua fu descritta nella Chronica di Partenope come “una donna bellissima che nutre cinque figli”. I vari restauri, di cui uno recente, hanno restituito la statua non solo nella sua interezza fisica, ma anche nella sua verità storica: un gesto dovuto a un monumento che è simbolo di Napoli. La statua del Nilo è chiamata anche ‘o cuorp e Napule’.

statua del nilo particolarestatua del nilostatua del nilo (disegno d'epoca) statua del nilo (disegno d'epoca 2)