BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Basilica del Gesù Vecchio

“A lo Muolo, a Ppalazzo, a lo Mercato e a lo Giesusso Viecchio e a Sant’Aniello, dovonca mme ‘ncontravalo sfrontato facea co mmico ad accepe-cappiello” (N.Pagano, La bbinte de lo valanzone, Ruotolo XIX, 19).

Gesù Vecchio facciata La Basilica detta del Gesù Vecchio lega la sua nascita all’arrivo dei Gesuiti a Napoli nel 1552. Il suo nome curioso, infatti, si deve alla volontà di distinguerla dalla successiva basilica dei gesuiti, quella detta del Gesù Nuovo. Il Collegio dei Gesuiti nel 1553 ospitava già diversi scolari tra cui Torquato Tasso e successivamente Giambattista Vico, ma soltanto l’anno successivo, su progetto di Pietro Provedi, si pensò alla costruzione della chiesa: un lavoro notevole comprendente anche il Collegio, la clausura, il monastero a cui lavorarono Dionisio Lazzari e Cosimo Fanzago che realizzò il transetto e i cappelloni di S.Ignazio e di San Franscesco Saverio

Al momento della sua consacrazione nel 1632, la chiesa custodiva nelle sue cappelle su navata unica anche tele di Francesco Solimena, di Francesco De Mura e di Battistello Caracciolo. Alla fine del XVIII la cacciata dei Gesuiti significò l’intitolazione del complesso al Santissimo Salvatore e il suo accorpamento all’Università degli Studi di Napoli. Il nome attuale lo assunse nel 1804 quando i Gesuiti fecero ritorno a Napoli, 

Gesù Vecchio facciata Gesù Vecchio interno Gesù Vecchio interno altareGesù Vecchio interno cupola