BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Porta Nolana

«Li quartiere, addo’ vo’ che mmeglio sia ‘nnordenata la gente a ffa’ reparo, so’ lo Mercato, ll’Uormo, Conciaria, Porta Nolana, ll’Uorto e Llavenaro, tutta la chiazza de la Sellaria, né nce mancava che a lo campanaro de lo Carmeno se sodava ll’ossa, pe ssona’ ‘all’arma’ la campana grossa» (N. Corvo, Storia de li remmure de Napole, Iornata Seconna, 6 1-8)

Porta Nolana (particolare della porta)Costruita nel XV sec. da Giuliano da Maiano, Porta Nolana costituisce, insieme alle altre porte napoletane smembrate, un documento di rilievo dell’attività svolta durante il periodo aragonese per la riedificazione della cinta muraria della città; così chiamata perché da quel punto un tempo partiva la strada che conduceva verso il borgo antico dell’odierna città di Nola. Due torri in piperno fiancheggiano la porta e recano il nome di Fede, quella a sud, e di Speranza quella a nord, con l'indicazione dell’anno 1555. La torre della Fede è stata utilizzata in parte per la costruzione di vani abitabili e vi è un terraneo adibito a bottega sul fronte di via Cesare Carmigliano. Su questa torre vi è inverosimilmente un’abitazione con tre balconcini e una finestra addirittura sull'arco.

Porta Nolana, anche se , ad oggi, si trova in parte coperta da misere case, conserva ancora le sue antiche forme architettoniche, che nella loro semplicità mostrano chiaramente lo svolgimento di elementi decorativi in funzione del carattere difensivo dell’opera; gli elementi plastici sono infatti limitati al semplice risalto della cornice, al bassorilievo e agli stemmi. Sull’arco della porta si ammira un bassorilievo rinascimentale che rappresenta Ferrante I d’Aragona a cavallo e con armatura.Al di sopra dell’ornia marmorea, che riveste il fornice, sono posti tre stemmi che raffigurano le armi aragonesi ePorta Nolana (foto d'epoca) le armi angioine, le fasce di Francia della Casa d’Angiò, i gigli, la città di Gerusalemme e gli scudi sannitici. Manca, invece, lo stemma che, come sulla Porta del Carmine, riportava la seguente epigrafe: “Ferdinandus Rex / Nobilissimae Patriae”. La porta ospitò anche un affresco di Mattia Preti, ora non più presente, e che, secondo quanto riportato da Bernando De Dominici nel suo Le vite de’ pittori, scultori e architetti napoletani (1742), rappresentava una Madonna col Bambino e alcuni santi che intercedevano per la popolazione colpita dalla peste.Nella facciata su via Nolana c’è un busto secentesco raffigurante San Gaetano.

Porta Nolana Porta Nolana (particolare della porta)Porta Nolana (particolare del bassorilievo di Ferrante d'Aragona)Porta Nolana (particolare del busto settecentesco di San Gaetano)Porta Nolana  (dipinto d'epoca)Porta Nolana (foto d'epoca)