BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Basilica Santuario del Carmine Maggiore

Chiesa del Carmine

«A lo Carmeno puro scravaccare non se mancaie, pe ffare 'razeione e chella Santa Vergene pregare ch'aggia de la cetà protezzeione.» (N. Corvo, Storia de li remmure de Napole, Iornata Decema, 35 1-4)

Risalente al XIII secolo e costruita originariamente nell’austero stile gotico delle altre chiese angioine della città, tra il 1753 ed il 1766 grazie all’architetto Nicola Tagliacozzi Canale la Chiesa del Carmine acquisì l’aspetto attuale, divenendo uno dei migliori esempi del Barocco napoletano. Aperta sull’angolo nord-orientale dell’omonima piazza, la Basilica presenta, su disegno di Giovanni del Gaizo, una facciata a due ordini architettonici classici sormontati da un’elegante cornice e da un timpano che ne contiene l’iscrizione di dedica. Immediatamente accanto si erge il grandioso campanile detto di fra’ Nuvolo, costruzione che da una fondazione in bozze piane in piperno esibisce uno sviluppo verticale a piani quadrangolari, prima, ed ottagoni, poi, sino alla cima, dove emerge, rivestita da mattonelle maiolicate, una cuspide piramidale.

L’edificio religioso è preceduto da un ampio atrio sotto il cui pavimento trovano sepoltura molti dei caduti della Repubblica Napoletana, giustiziati nel 1799 nell’antistante piazza. Proprio in corrispondenza della base del campanile è presente inoltre un piccolo altarino dedicato a Santa Barbara protettrice contro i fulmini realizzato nel 1518, un tempo adornato anche da una tela attribuita a Luca Giordano. L’interno, su un pavimento a scacchi neri e banchi, presenta un’ampia navata su cui si affacciano due file di cappelle interconnesse tra loro, chiuse da balaustre e da una cancellata in ferro battuto con ricchi ornati in ottone, tutte architettate con doppi pilastri corinzi a riquadrature in marmo policromo e sormontate da archi a tutto sesto riccamente decorati, come su disegno di Cosimo Fanzago. Il soffitto, invece, si caratterizza per uno sfarzoso cassettonato a riquadri ottagonali raccordati da rosoni, sul quale, in posizione centrale, si staglia una statua in legno raffigurante la Vergine del Carmine: si tratta comunque per queste ultime di opere di realizzazione moderna a sostituzione degli impalcati originariamente lignei andati distrutti durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

Il cosidetto Crocefisso miracoloso. particolareSulla tribuna, nel punto di divisione tra navata e crociera, è visibile il Tabernacolo e il cosiddetto Crocefisso miracoloso, scultura in legno di tiglio coperta con stucchi e ornature policrome. L’opera, che si ricollegata ai fatti dell’assedio aragonese del 1439, celebra la particolare devozione del re Alfonso V, il quale dopo la presa della città nel 1442, a riparazione della parziale distruzione dell’abside della chiesa, lo fece costruire per custodirne la statua stessa. Da quel Tabernacolo, dove venne posta il 26 dicembre del 1459, ogni anno e per otto giorni, l’immagine viene svelata ai fedeli.

Vergine del Carmelo detta

Al fondo si apre infine il ricchissimo abside, opera di Cosimo Fanzago del 1760. Alle pareti sono presenti quattro nicchie nelle quali, all’interno di una sfarzosissima cornice architettonica, trovano posto altrettante anfore in alabastro ornate con festoni in bronzo dorato. Dietro l’altare maggiore, in posizione centrata, si apre l’arco che rende visibile la Cappella e l’icona della Vergine del Carmelo detta “La Bruna”, fulcro del culto stesso di questa Basilica. L’immagine lignea, opera probabilmente di scuola toscana del XIII secolo, è del tipo “della tenerezza”, in cui i volti della Madre e del Figlio sono accostati in espressione di dolce intimità: secondo la tradizione, comunque, le origini del culto risalirebbero assai lontano nel tempo, e precisamente a quando ad alcuni monaci, sfuggiti alle persecuzioni saracene e giunti a Napoli dalla Palestina, fu concesso l’utilizzo di una piccola cappella dedicata a San Nicola, collocata presso la marina fuori la città, nella quale (la cosiddetta Grotticiella) collocarono proprio l’immagine della Madonna da loro stessi venerata originariamente sul Monte Carmelo.

Chiesa del CarmineIl cosidetto Crocefisso miracolosoIl cosidetto Crocefisso miracoloso. particolareVergine del Carmelo detta "La Bruna"Vergine del Carmelo detta "La Bruna", particolareChiesa del Carmine (particolare)Chiesa del Carmine (foto d'epoca)Chiesa del Carmine (dipinto d'epoca)